Una pallina di gelato e sopra una tazzina di espresso caldo. Poche cose sono più semplici e goduriose dell’affogato, uno di quei dessert che per anni sono stati praticamente inevitabili nei bar italiani e che oggi si incontrano decisamente meno spesso. A Torino, però, qualcuno ha deciso non solo di recuperarlo, ma di costruirci intorno un locale intero, un po’ come ha fatto Vivoli a Firenze (e, peraltro, con lo stesso identico nome). Si chiama infatti, senza troppi giri di parole, Affogato ed è il nuovo progetto di Alberto Marchetti e Caffè Vergnano. Per farlo hanno scelto un posto particolare: lo storico chiosco sulle rive del Po, proprio di fronte alla Chiesa della Gran Madre, rimasto chiuso e ora tornato in attività con gelati, caffè e affogati.

Il vecchio chiosco della Gran Madre rinasce con gelato e caffè

Per il nuovo progetto Marchetti si è alleato con un’altra azienda profondamente legata a Torino, Caffè Vergnano. Insieme hanno recuperato lo storico chiosco davanti alla Gran Madre chiuso da anni, trasformandolo in un piccolo bar dedicato proprio all’incontro tra espresso e gelato. Come ha spiegato lo stesso Marchetti, “il caffè e il gelato sono un abbinamento perfetto”: l’idea è partire proprio da questa semplicità per riportare l’affogato nella quotidianità. Ci si può fermare per un caffè (anche con panna!), prendere una coppetta di gelato, oppure scegliere un gusto e farlo “affogare” nell’espresso. Per l’espresso Vergnano ha scelto la Linea 1882 Original in grani, una miscela dal profilo aromatico con note di frutti rossi, amaretto e caramello e un finale che richiama cioccolato al latte e liquirizia. L’obiettivo è avere un caffè capace di funzionare da solo, ma soprattutto di accompagnare gusti di gelato molto diversi tra loro.

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