Artigianalità, legame con il territorio e vocazione culturale. Ma anche grandi chef a prezzi pop, mostre ed eventi. Un nuovo luogo da vivere e condividere in città
Il Mercato Centrale è arrivato a Torino. Così come per Firenze e Roma, anche per Torino la location scelta per il mercato, il Centro Palatino, si inserisce in una zona in piena riqualificazione, il quartiere di Porta Palazzo per restituire ai torinesi, e riproporre a visitatori e turisti appassionati gourmand, un luogo da vivere e condividere «nel segno della bontà elementare», come dice Umberto Montano, ideatore del format insieme al gruppo imprenditoriale Human Company della famiglia Cardini-Vannucchi, leader in Italia nel settore del turismo all’aria aperta.
Come è? Cosa c’è? Uno spazio di 4400 mq distribuito su tre piani nel Centro Palatino (o PalaFuksas), con un restyling completo realizzato a tempi record (6 mesi). All’ingresso esterno, spazi verdi e alberi da frutta (chiaro rimando alla vocazione ortofrutticola del mercato). All’interno 26 botteghe di artigiani del gusto, una piccola torrefazione, una scuola di cucina, un’enoteca e persino un mulino.
Infatti «Il benvenuto lo darà il nostro pane, che vorremmo diventasse il pane di Porta Palazzo» racconta Montano: un pane fresco, prodotto al Mercato, di altissima qualità ma a prezzi davvero abbordabili, sfornato tre volte al giorno, fatto con il grano macinato in loco del Mulino, gestito da ViVa La Farina.
Non mancheranno il Trapizzino (angolo di pizza farcito con le ricette simbolo della cucina internazionale, italiana e romana) di Stefano Callegari, uno spazio temporary a disposizione di piccoli produttori per farsi conoscere, il tartufo di Luciano Savini con Aurelio Barbero e il primo negozio «fisico» di Cortilia, emporio agricolo on line, che venderà i suoi prodotti freschi qui al Mercato. E ancora il gelato di Alberto Marchetti, la pasta fresca di Egidio Michelis, l’hamburger di Chianina di Enrico Lagorio, i formaggi e il burro di Beppino Occelli, autentica espressione dei sapori delle Langhe e degli alpeggi, i salumi selezionati da Beppe Giovale. Il fritto dorato e fragrante di Martino Bellincampi, tra tradizione romana e piemontese. Infine i profumi delle specialità siciliane di Carmelo Pannocchietti, il pesce del Mediterraneo di Valerio Lo Russo, il girarrosto con i polli ruspanti di Alessandro Baronti e il vino, tra calici e bottiglie, sapientemente selezionato da Luca Boccoli in collaborazione con la Banca del Vino di Pollenzo.
Sempre al piano terra il ristorante del Mercato, la Farmacia del Cambio di Matteo Baronetto e poi i format degli altri due chef stellati, Marcello ‘Magorabin’ Trentini (a cui è affidata la cucina vegetariana con Fata Verde) e Davide Scabin (Carbone bianco). Tutti proporranno piatti gourmand, ma ai prezzi del Mercato.
Al primo piano, quello dedicato alla formazione: la scuola di cucina Lorenzo de’ Medici, il laboratorio dedicato ai formaggi di Beppino Occelli, la torrefazione didattica e l’aula didattica.
Inoltre, sempre al primo piano, i cocktails della Distilleria di Simone Mari (che rimarrà aperta fino a tardi e con accesso diretto dalla piazza).
Il secondo piano e le antiche ghiacciaie risalenti al XVIII saranno invece sede delle attività culturali, sì, perché il Mercato Centrale non sarà solo un nuovo «posto» dove mangiare e fare la spesa, ma anche un nuovo punto di riferimento culturale in città: solo per il primo anno sarà sede di più di 350 eventi tra mostre, incontri a tema, presentazioni di libri, installazioni site specific.
Tra questi, primo fra tutti sarà Plotting The Central Body, progetto dell’artista Maria Pecchioli: la realizzazzione di una mappa non convenzionale del territorio di Torino, letto secondo i principi della cosmogonia taoista e del libro dei mutamenti I ching. E per finire, via alle danze. al Mercato Centrale non mancherà mai la musica: concerti, live band e dj set.
Prossimo appuntamento con il MC e le sue artigianalità di cose buone (e belle da vedere e da ascoltare)? In autunno a Milano, Stazione Centrale.




