Il capoluogo piemontese mette in mostra i propri artisti: da Dalmasso a Galla, da Gobino e Vivalda per arrivare a Miranti a Sforza: ecco tutte le novità da assaggiare Che Torino sia una scuola di pasticceria si sa da secoli, ma quel che sta accadendo negli ultimi anni è meritevole: limitandosi al 2024, pensiamo a Fabrizio Galla incoronato miglior pasticciere italiano da Apei, la “scuola” del maestro Iginio Massari . Il Gambero Rosso ha sancito che quella di Alessandro Dalmasso, ad Avigliana, è la pasticceria migliore d’Italia. E lo è per distacco. Il pasticcere allunga così il suo curriculum di medaglie e premi, iniziato a scrivere a vent’anni, nel 1992, quando si aggiudica il primo premio nazionale juniores “Pasqua in cioccolato” al Sigep di Rimini. Manifestazione in cui lo scorso gennaio trionfa nella competizione gelato d’oro con la sua scultura di cioccolato che onora le donne e contro la violenza, Roberto Miranti , alla guida della pasticceria Orsucci. Grazie a questa vittoria rappresenterà l’Italia agli Europei 2025, mentre dallo scorso settembre è ufficialmente entrato nell’accademia Apei. In tema di panettoni, per la categoria “Tradizionale di scuola piemontese”, basso e con glassa, finiscono sul podio nella recente edizione di “Una Mole di panettoni”, il maestro lievitista Davide Muro della pasticceria “Castino” di Pinerolo (primo classificato) e il maestro lievitista Marco Voci della pasticceria “I Frutti del Grano” di Collegno, che è al secondo posto.
Una Torino perfino strabordante , quindi, quella che si sta imponendo nel settore della pasticceria. E se da una fotografia dell’Osservatorio Sigep Natale 2024 by IEG – Italian Exhibition Group emergono dati europei positivi (+1,5% sul 2023) per i consumi della pasticceria, con un valore degli acquisti attestato a 11,4 miliardi di euro, c’è da essere sicuri che Torino farà la propria parte grazie alla ricca produzione artigianale. Ecco allora 10 panettoni da non perdere.
Aria
Dall’incontro tra Davide Ferrero e Roberto Speranza della gelateria Aria con Sergio Scovazzo , di Grano-fornai in fermento, arriva Pan Pop, per un Natale scoppiettante, a base di popcorn e caramello. Divertente anche il fai da te prima di portarlo a tavola, con un vasetto che contiene caramello mou e un altro con il topping di popcorn caramellati.
Castino
È l’anno di Davide Muro : dal panettone con farina di grilli a quello tradizionale che gli è valso il primo premio a “Una Mole di Panettoni”. E allora perché non assaggiare questo panettone classico mandorlato? C’è tutta la tradizione pinerolese con un bel color giallo intenso e un delicato profumo di frutta candita.
Dalmasso
La pasticceria di Avigliana, numero uno d’Italia per il Gambero Rosso, valorizza la tradizione: il panettone classico di Alessandro Dalmasso è ricco di morbidi canditi di arancia, cedro, limone e uvetta sultanina profumata al marsala, ingredienti che esaltano vaniglia Bourbon e burro fresco. L’alternativa? Il Marron Glacé (della val di Susa) e due vaniglie.
Galla
Fabrizio Galla , miglior pasticciere italiano 2024, dal forno di San Sebastiano Po accende il Natale con i classici panettone e pandoro, ma anche con un pere e cioccolato tutto da provare, o l’Extra Fondente e vaniglia Tahiti con un cioccolato al 70% origine Santo Domingo. Tra le novità, il Mandarino, pesca e cioccolato fondente.
Gobino
Metti assieme due maestri Guido Gobino (maestro cioccolatiere) e Gian Piero Vivalda (chef dell’Antica Corona Reale) ed ecco la dolcezza di un panettone nella versione classica con uvetta, scorze candite e una generosa copertura di cioccolato Fondente 75%. Un prodotto artigianale che si distingue per il gusto inconfondibile.
Marco Sforza
Una firma d’autore per un’iniziativa benefica: quest’anno i suoi panettoni al cioccolato saranno disponibili in una limited edition di soli 100 pezzi, acquistabili a dicembre nelle bancarelle allestite a Torino dall’Associazione Le Coccole di Mamma Irene, che opera nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Maria Vittoria.
Marchetti
Il Panduja (più pandoro che panettone…), con crema di nocciole Piemonte IGP del maestro Alberto Marchetti , nasce nel laboratorio torinese ed è una delle piacevolezze da gustare nel periodo natalizio. Ma c’è tanto altro: come Zabaudo, il Pandolce sabaudo con lo zabaione al Moscato d’Asti DOCG Le Fronde di Fontanafredda, disponibile anche nella versione con Marsala.
Orsucci
Roberto Miranti è la firma di questa storica pasticceria torinese. L’offerta natalizia propone un panettone con pera semicandita e zenzero candito con glassa craqueline per uscire dagli schemi tradizionali. Oltre al classico mandorlato, da provare anche il goloso 4 cioccolati con glassa alle mandorle con nocciole tostate IGP.
Spoto
Un autentico omaggio a Torino quello di Alessandro Spoto : panettone al cioccolato all’Amaro San Simone, fichi, limone, fava tonka e pepe di timut. Un prodotto che è frutto della collaborazione tra la bakery e il liquore simbolo della tradizione locale.
Sabaudia
Lo chef del ristorante Sabaudia, Teo Prandi , ci sa fare anche in tema di lievitati. Il suo panettone artigianale è realizzato rigorosamente con lievito madre ed è disponibile in un invitante e piacevole gusto cioccolato gianduja & caffè tutto da assaggiare.




